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Economia

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Economia

Messaggio Da Sanny il Mar 16 Giu - 15:11

Crisi e risparmi, dove vanno gli investimenti...

Sempre meno innovatori, sempre più distaccati o nullatenenti. Ecco l'identikit dei risparmiatori italiani ai tempi della recessione.

La crisi spezza le ali agli "innovatori" e spegne i desideri degli "aspiranti". Può sembrare una vecchia massima desolata, e forse lo è. Ma è anche la sintesi perfetta della situazione del risparmio in Italia che emerge dall'ultimo aggiornamento del "Multifinanziaria retail market" di GfK-Eurisko, un osservatorio sugli stili di investimento delle famiglie.
I grandi scandali finanziari prima, la crisi dei mutui poi, accompagnati dai continui sussulti della Borsa, hanno messo in crisi la fiducia dei risparmiatori verso il sistema finanziario e le banche (oltre ad avere alleggerito il loro portafogli). Col risultato che il 70% degli italiani si colloca tra l'area del "distacco" dagli strumenti finanziari e quella della "scarsità" di risorse economiche disponibili. Chi riesce ancora a risparmiare abbandona gli investimenti ad alto rischio per forme di risparmio più "tranquille". Il risparmio italiano - già meno audace di quello di altri paese occidentali - diventa ancor più cauto e conservatore.
2009, fuga dalla Borsa
Ecco i "ritratti" e le tendenze del risparmio nei 19,5 milioni di famiglie italiane:

-
22%
INNOVATORI: perlopiù giovani, con reddito superiore alla media, concentrati nelle grandi città. Hanno una buona familiarità con i vari prodotti finanziari e investono in Borsa.
E' il segmento più ampio (4,3 milioni di famiglie) ma in contrazione: a gennaio 2009 rappresenta il 22% dei risparmiatori contro il 24,3% del 2008 e il picco del 25,6% nel 2004.
-
3,7
ASPIRANTI: rappresentano il "consumismo povero e sognante". Sono famiglie a reddito medio-basso (operai, piccoli commercianti), con poca propensione al risparmio e, al contrario, un elevato ricorso al credito al consumo o ai prestiti personali.
Sono passati dal 4,4 al 3,7% e anche per loro la migrazione è verso un'ulteriore vulnerabilità finanziaria.
=
16,5%
ACCUMULATORI: sono le famiglie italiane con investimenti solidi e prudenti.
Restano stabili con il 16,5% del campione.
=
2,1%
PREVIDENTI: sono coloro che fanno investimenti a lungo termine per la loro sicurezza e tranquillità del futuro.
Un altro segmento stabile. Circa 400 mila famiglie italiane per una quota del 2,1%.
=
19,3%
SPENSIERATI: con redditi medi o medio-alti ma anche elevata spinta al consumo e scarsa propensione al risparmio.
Non variano sostanzialmente neanche le "cicale" d'Italia. Che sono molte: 3,8 milioni di famiglie pari al 19,3%.
+
20,7%
DISTACCATI: hanno una disponibilità economica nella media italiana, ma gestiscono il denaro secondo canoni molto conservatori e a basso rischio. Si tratta perlopiù di pensionati e casalinghe.
In linea con le "logiche migratorie", questo è un segmento ampio e in crescita: dal 18,7 al 20,7% in un anno (4 milioni di famiglie), dopo il minimo storico del 13,6% nel 2001.
+
13,7%
NULLATENENTI: sono i non-risparmiatori, ovvero quelli che non hanno alcuna possibilità di investimento perché i loro redditi coprono appena il loro fabbisogno
Il segmento tipicamente in crescita per via della recessione. Passano dal 12,8 al 13,7% alimentati dai "fuoriusciti" di altre fasce. (A.D.M.)



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Sanny

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Crisi; Abi: Prestiti banche in frenata

Messaggio Da Sanny il Mer 17 Giu - 16:44

Crisi; Abi: Prestiti banche in frenata, a maggio +2,3% su anno


Rallentano quelli a famiglie e imprese, +2,9% tendenziale


Roma, 17 giu. (Apcom) - Rallenta l'andamento dei prestiti delle banche al sistema economico, un trend condizionato dalla congiuntura negativa dell'economia. A maggio - secondo il bollettino dell'Abi sui mercati finanziari e creditizi - i prestiti hanno segnato un tasso di crescita su base annua del 2,3%, in frenata rispetto al +2,5% di aprile e al +8,2% di maggio dell'anno scorso. Una decelerazione, sottolinea l'Abi, "strettamente connessa con la fase di recessione dell'economia".

Alla fine di maggio, l'ammontare dei prestiti al settore privato del sistema bancario italiano è stato pari a 1.515 miliardi, segnando un flusso netto di nuovi prestiti di quasi 34 miliardi rispetto a maggio 2008. In particolare, secondo prime stime, i prestiti a famiglie e società non finanziarie sono stati di 1.334 miliardi, con un incremento tendenziale del 2,9%, contro il +3,4% di aprile e il +9,2% di maggio dell'anno scorso (+2,9% nella media dell'area euro a marzo scorso).

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Sanny

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Turismo/ Le famiglie partono ma tagliano le vacanze al mare

Messaggio Da Sanny il Sab 4 Lug - 13:08

Turismo/ Le famiglie partono ma tagliano le vacanze al mare

Il Sole 24 ore: a giugno sulle spiagge calo del 25%


postato 1 ora fa da APCOM

Cominciano questo week end le vere e proprie vacanze estive "ma tra gli operatori turistici, soprattutto balneari, non c'è molto ottimismo". E' quanto mette in evidenza un articolo de 'Il Sole 24 ore', secondo cui questo fine settimana partiranno per le vacanze sette milioni di italiani. Il movimento turistico di questo fine settimana, secondo l'Osservatorio di Milano, è in calo del 2-3% rispetto allo scorso anno ed è costituito al 70% da chi parte per una seconda casa o per essere ospitato da amici e parenti. Solo un 30%, quindi, sembra aver scelto strutture alberghiere. Le mete principali restano le spiagge, ma gli operatori non nascondono preoccupazioni: "A giugno - rileva Riccardo Borgo, presidente Sib (Fipe-Confcommercio) - abbiamo già registrato il 25% in meno di turisti. Le cause di questo calo? Il maltempo e le difficoltà economiche delle famiglie, la cui capacità di spesa è calata del 25% almeno. Se il governo non interviene, almeno 10.000 posti sono a rischio".

(Se iniziassero ad abbassare i prezzi di ombrelloni, sdraio, bibite, cibo e varie, eccome si riempirebero le spiagge! Molti vanno negli agriturismi per divertirsi e risparmiare!! Io se potessi andrei adesso in un agriturismo,,ci trovo anche la piscina! y )

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Sanny

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Re: Economia

Messaggio Da URSULA il Sab 4 Lug - 13:47

Hai ragione Sanny, in alcune spiagge ...tocca fare il mutuo per andarci!
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URSULA
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Re: Economia

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