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salta Re: Libri

Messaggio Da Pippo il Dom 30 Nov - 22:14

Li abbiamo avuti, li abbiamo seguiti. Si chiamavano Pisacane, Mazzini, Malatesta, Bakunin. Si chiamavano Parri, Pertini, Amendola, Longo.
Non ti so dire se ce ne saranno altri. La Storia è strana, fa giravolte imprevedibili, e a volte ripete fatti tragici in forma di commedia o di farsa. Almeno Marx la raccontava così.

L'aspetto che affascina tutti nella figura del Che è la coerenza, la noncuranza dei vantaggi del potere conquistato, la dignità che gli ha consentito di morire per un progetto politico. In questo senso la tua domanda significa "ci saranno in Europa dirigenti del popolo della sinistra disinteressati e disposti a pagare con la vita la coerenza con le prorie idee?" Se la domanda è questa, io sono sicuro che ce ne sono e ce ne saranno moltissimi. Se pensi alle resistenze europee, pensi a una storia piena di morti torturati e fucilati, persone che sono fratelli e sorelle del Che.
Dopo di che è meglio non pensare alla distanza tra le speranze per le quali si sono fatti torturare e sono morti e la porcheria di società nata grazie a loro.

Se poi per Che Guevara intendi qualcosa di più, un personaggio molto carismatico, un mito, anche in questo caso io credo che l'Europa non si farà mancare niente. Prima o poi in qualche parte d'Europa nascerà un mito. Speriamo che non faccia troppi danni, e ci lasci sopravvivere ai suoi errori.
Io, come avrai capito, non ho simpatia per i salvatori. Non mi piacciono le religioni che aspettano il profeta o il figlio di dio, e non mi piacciono nemmeno i libertadores, i piccoli padri e i grandi timonieri. Anche a me piace Che Guevara, naturalmente. Ma lui ha detto cento volte che sono i popoli che si devono liberare, e che non servono i superman per guidarli. Se poi i popoli da una parte votano Berlusconi, e dall'altra parte si scindono e si controscindono, io non ho bacchette magiche. Ma non credo che dobbiamo aspettare Superman.

Dobbiamo fare il possibile, ogni volta che ci si presenta una occasione di trasformare il sogno in storia. Diceva il Che che quando si sogna da soli quello è un sogno. Ma quando si sogna in due, o in molti, allora comincia la realtà. Proviamo a sognare in molti...

Pippo


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salta Re: Libri

Messaggio Da URSULA il Dom 30 Nov - 22:28

Ma infatti il CHE era un superman... ma lui non avrebbe voluto esserlo. Tant'è che in Bolivia lui non ha azzeccato il momento giusto, quel popolo non era pronto, non capiva, nessuno l'ha aiutato... Castro pure lo sconsigliò dall'andare. Era da solo a sognare.
E' stato proprio come per Pisacane "erano in trecento, erano giovani e forti e sono morti"
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salta Re: Libri

Messaggio Da FIOKKETTA il Dom 30 Nov - 22:32

E mo c'avemo Berlusconi desolato
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salta Re: Libri

Messaggio Da URSULA il Dom 30 Nov - 22:36

q q q eh già.... sta di fatto che però la gente l'ha votato... paura
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salta Re: Libri

Messaggio Da 47mirtocheparla il Dom 30 Nov - 22:55

Grazie Pippo hai risposto alla mia domanda. Io la penso come te, l'ho gia scritto qui dentro, credo fermamente che la rivoluzione provenga sempre dalla base, il leader e' una conseguenza.
Credo pero' che la base da cui si dovrebbe partire manchi da troppo, ormai l'obiettivo comune e' solo piu' un'utopia dei nostalgici, nella testa della gente oggi l'idea di comunita' e' l'idea di un sognatore, prima bisogna pensare ai conti di casa alla famiglia a mantenere il lavoro, insomma prima consumatori che uomini. Eppure se ci fermassimo solo un attimo a pensare dove stiamo andando e soprattutto se e' quello che vogliamo, ma ci viene tolto il tempo per pensare tutto corre cosi' veloce.
Un po' di autocritica la faccio, nonostante le mie battaglie verbali e' da tempo che non vado piu' "per strada" tra la gente, questo mezzo ti aiuta ad avere una platea piu' ampia per i tuoi pensieri ma mi rendo conto che non e' la stessa cosa, che vivere e' partecipazione.
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47mirtocheparla

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salta Re: Libri

Messaggio Da Pippo il Dom 30 Nov - 23:28

Prego. Dici che la base è messa male, e non hai tutti i torti. Tuttavia la Storia è davvero imprevedibile. Puoi dare un giudizio positivo o negativo di Barack Obama, ma è difficile negare che sia meglio di Bush, e che la sua elezione rappresenti un giudizio fortemente negativo nei confronti delle principali scelte di Bush. Io sinceramente non avrei previsto un crollo così verticale del fascino della destra nordamericana.

Seconda osservazione. L'intera America Latina mette in campo leader che guardano alle ragioni dei loro popoli e non si riconoscono nella economia della globalizzazione. Non dico che siano tutti marxisti, ma credo che al Che Guevara non sarebbe dispiaciuta la crescita politica che si sta producendo in paesi che hanno conosciuto dittature militari e governi servi di Wall Street.

Quindi io penso che la base potrà fare anche in Europa quello che è successo negli Usa e in America Latina. Anche negli Usa, anche in Argentina, in Brasile o in Cile c'è la crisi economica e ci sono i programmi televisivi oppio dei popoli. In Brasile il massimo desiderio è fare i calciatori, e le ballerine. Eppure ha vinto Lula, e ci sono due donne niente male in Cile e in Argentina.
In Italia ci sono gli studenti che fanno l'onda. 😉 Non voglio dire niente. Se non altro per scaramanzia. Ma perchè in Spagna si può eleggere Zapatero e qui Berlusconi sembra una disgrazia inevitabile?
Lo so che la gente fa fatica a seguire i nostri sogni. sunny Ma noi continuiamo a sognare, cercando di farlo in tanti.

Io credo che Che Guevara esagerasse un po' quando diceva le cose. Tuttavia io trovo molto vera la sua tesi che un sogno fatto in tanti diventa verità e storia. Tanto vale provarci, serenamente. Anche perchè non mi pare che ci siano altre alternative. E poi c'è anche il vantaggio di andare a dormire sereni, senza vergognarsi di niente. Non è poco.
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Pippo

Capra

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salta Re: Libri

Messaggio Da 47mirtocheparla il Dom 30 Nov - 23:50

Si l'america ha fatto un passo indietro, non tanto per Obama ma per le politiche che intende realizzare sugli ammortizzatori sociale ma Obama non e' un nuovo Keynes, aspetto di vedere come reagira' il parlamento, quando Obama dovra' prenderli uno a uno.

L'america latina la conosco pochissimo, e quindi sti a quello che mi dici.

In europa non sembra che ci si muova molto, i temi economici sono quello che sono, qui stiamo ancora parlando di liberalizzare, persino l'acqua, e' inaudito. Se vado in giro a parlare con la gente il problema piu' grosso che riscontro sono le tasse. Boh la gente muore ogni giorno nei posti di lavoro dove il controllore e' uno stipendiato del controllato, la legge Biagi ha previsto anche lo smantellamento di rami produttivi nelle aziende, i giovani laureati hanno la massima ambizione nel mantenere il posto da precario ma la gente parla di tasse, di soldi in continuazione, se c'e' uno sciopero e' sempre pronta a scendere in campo con i padroni, non c'e' piu conflitto sociale. Ed allora perdo un po' del mio ottimismo e mi chiedo fino a che punto dobbiamo arrivare, l'altra sera guardavo un programma non mi ricordo quale dove un'anziana signora piena di dignita' parlando della sua situazione del fatto che non puo' mangiare piu' di una volta al giorno si e' girata per non farsi riprendere, non ti nego che ho pianto anche io, ma si parla di tasse.
Si nessuno ci leva i sogni Pippo e mi fa piacere che c'e' qualcun altro che sogna con me, ma basta ? E' sufficiente ? Cosa ci vuole ancora per cambiare, per capire che e' ora di farla finita con questa produzione di bisogni finti nella gente, che e' ora di tornare nelle strade a dividerci i problemi ? Sono solo io a disagio ?
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47mirtocheparla

Cavallo

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Messaggio Da FIOKKETTA il Dom 30 Nov - 23:57

Basterebbe rinnovare i politici e la politica!!! Via tutti sti magna pane a tradimento e porte aperte a persone ONESTE ke pensano davvero al bene del paese!!!

Non credo sia un'utopia...forse so troppo sognatrice ma io ce credo aa
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FIOKKETTA

Cane

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salta Re: Libri

Messaggio Da Pippo il Lun 1 Dic - 1:06

Ho visto poco fa D'Alema da Crozza. Ha fatto notare che il ceto politico è peggiorato da quando in Parlamento è arrivata la cosiddetta società civile. I politici selezionati dai grandi partiti di massa, i politici a tempo pieno, avevano una tempra diversa, e perfino una diversa capacità di avere grandi ambizioni, relative agli interessi di noi tutti, senza limitarsi ai piccoli interessi personali. La formula (piccole ambizioni / grandi ambizioni) è di Antonio Gramsci. Io credo che gli slogan troppo facili abbiano danneggiato la politica.
Tuttavia non è escluso che sia aumentata la consapevolezza di massa della complessità dei problemi e dell'intreccio tra molte questioni nell'amministrare e nel predisporre strategie di lungo periodo.

Il conflitto sociale esiste nella struttura profonda della lotta politica, e anche nei grandi momenti di contrapposizione che ci presenta la cronaca e perfino la Storia.
Siamo in molti ad essere a disagio. Il disagio cresce perfino in psichiatria, tra i giovani, e in politica, tra quanti ancora ragionano con paletti di sinistra.

Abbiamo cominciato a scambiarci opinioni partendo da un libro su Che Guevara che ho presentato alcuni giorni fa in una biblioteca universitaria di Macerata. C'era l'autore, un signore ultra ottantenne che ha frequentato il Che, che lo ammira per alcuni aspetti della sua esperienza di vita, ma che ha anche sottolineato l'incapacità del Che di mettersi sulla lunghezza d'onda dei capitalisti per impedire che lo imbrogliassero. Alcune cose dette in quella presentazione mi hanno fatto pensare.
E altri pensieri complicati mi sono venuti in testa leggendo il libro di Andrei Makine "L'amore umano" (Einaudi) dove appare il Che, oltre che il sogno rivoluzionario, Cuba, l'Angola, l'Unione Sovietica ed altro ancora.

Non possiamo risolvere tutti i problemi scambiandoci riflessioni in rete. La politica scorre, e bisogna seguirne i passaggi a testa alta e senza ipocrisie, facendo del nostro meglio senza gonfiarci troppo ma anche senza delegare o stare troppo alla finestra. Ogni volta che ho potuto, ho fatto la mia parte, e la farò ancora. Dal basso e con la nostra gente.

Sono tempi difficili. Quando la crisi è profonda, forse è già tanto che non ci ritiriamo nel privato e continuiamo a testimoniare l'esistenza di una alternativa. Tamponando le crepe, e le tracimazioni di banalità maleodoranti. Dando spazio ai giovani.

E tenendo presente che occorre una rotta ma non è detto che si riesce sempre a tenerla. Perchè non può dire di avere molto navigato chi è stato sorpreso da una tempesta fuori dal porto ed è stato sballottato qua e la. (Seneca, De brevitate vitae) Bisogna avere una rotta, e navigare.
Ma se la rotta te la sei data, e i venti continuano a sballottarti, devi avere pazienza e manovrare. Ad impossibilia nemo tenetur.
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Messaggio Da URSULA il Lun 1 Dic - 1:12

e cose impossibili infatti ne soffà !

sunny
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Messaggio Da FIOKKETTA il Lun 1 Dic - 1:23

Non possiamo risolvere tutti i problemi scambiandoci riflessioni in rete

Bhè intanto si comincia con lo scambio di riflessioni....poi se uniscono e se parte shades_smile
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Messaggio Da monicalove il Ven 5 Dic - 1:40

Tutte le persone che sono passate o passeranno nella nostra vita sono importanti per la nostra crescita, perché tutte indistintamente ci lasciano qualcosa.
Non importa, se quello che raggiunge la nostra mente e il nostro cuore non è sempre di nostro gradimento, la cosa veramente importante, sarà tutto quanto noi riusciremo a trarre dal loro passaggio. Ogni loro parola, ogni loro gesto, tornerà utile per comprendere e imparare qualcosa di nuovo.
Impariamo ad ascoltare, impariamo a guardare, impariamo a sentire e in ognuna di quelle persone, troveremo una parte di noi, una parte che forse non riteniamo nostra, ma che è lì ad insegnarci tutto quello che non vorremmo mai essere o diventare in futuro.
Gli eventi, gli incontri e tutto quanto si muove intorno a noi non avviene mai a caso, c’è sempre una ragione, magari non facile da accettare, oppure troppo bella per non essere presa al volo, ma questo non cambia lo stato delle cose e lo scopriremo se impareremo a pensare alle ragioni che possono aver mosso tali evenienze.
Per questo motivo voglio ringraziare tutte le persone che hanno avuto anche solo una piccola parte nella mia esistenza e dalle quali ho avuto l’opportunità di imparare molto.
Rossella Pirovano, “Ho chiesto perdono a mio figlio”
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Messaggio Da monicalove il Ven 5 Dic - 1:41

Nella nostra vita quotidiana noi osserviamo quando stiamo soffrendo.
Possiamo darne la colpa al tempo, alle persone o ad altro; ma non è questo il punto, poichè, anche ammesso che qualcuno ci tratti male, questo è semplicemente il modo in cui va il mondo.
A volte la gente ci tratta bene, a volte ci tratta male…ma la sofferenza è qualcosa che creiamo noi.
Achaan Sumedho, da “Così comè”
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monicalove

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Messaggio Da URSULA il Mer 14 Ott - 19:01

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Messaggio Da MAY il Gio 15 Ott - 17:06

monicalove ha scritto:Nella nostra vita quotidiana noi osserviamo quando stiamo soffrendo.
Possiamo darne la colpa al tempo, alle persone o ad altro; ma non è questo il punto, poichè, anche ammesso che qualcuno ci tratti male, questo è semplicemente il modo in cui va il mondo.
A volte la gente ci tratta bene, a volte ci tratta male…ma la sofferenza è qualcosa che creiamo noi.
Achaan Sumedho, da “Così comè”
La sofferenza la creiamo noi, ma noi siamo stati creati per soffrire, dunque che si soffra e basta oppure che si trovi una soluzione per non soffrire più.
Vi dò un piccolo aiuto, le alternative sono il suicidio (ma nn possiamo sapere cosa ci sia dopo la morte, potremmo passare dalla padella alla brace), oppure l'indifferenza nei confronti degli altri ma anche di noi stessi. Avete scelto?
Bravi. Non siete in grado di scegliere.

ora... perchè l'essere umano creato per soffrire dovrebbe credere di poter creare o non creare qlcs che fa parte della sua stessa natura?
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MAY

Gatto

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Messaggio Da URSULA il Gio 15 Ott - 20:37

come una partenogenesi umana? :)
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Messaggio Da FIOKKETTA il Sab 31 Ott - 15:26

Dalla frigidità all'impotenza, alla dipendenza un saggio con 100 proposte
Non solo una curiosità: gli psicologi li consigliano ed è nato un sito apposito
Curarsi con un romanzo
ecco i libri di pronto soccorso



di ALESSANDRA ROTA


Si chiama biblioterapia e funziona in molti casi. A crederci è Stéphanie Janicot, nata a Rennes nel 1967, romanziera e giornalista. Dunque non una terapeuta ma una signora che ci sa fare con la penna e che, soprattutto, ha usato la lettura come l'omeopatia e ha scritto un curioso manuale: 100 romanzi di Primo Soccorso per curare (quasi) tutto.

Siete una donna e ignorate il significato della parola "orgasmo"? Meglio comprenderne le cause invece di intossicarsi, magari con una manciata di antidepressivi. Si può allora cominciare a leggere Musica di Yukio Mishima, storia di una affascinante venticinquenne, paziente del dottor Reiko del tutto incapace di ascoltare un qualsivoglia brano musicale. Dopo alcune sedute lo psichiatra scopre che in realtà la sordità alla musica è un blocco simbolico e diagnostica: frigidità. Il racconto si snoda lungo un percorso accidentato fino a una soluzione. E secondo la Janicot, seguire pagina dopo pagina i pensieri e le emozioni dei protagonisti è un'ottima terapia.

Stesso discorso per l'impotenza: Biglietto scaduto di Roman Gary è meglio del Viagra, specie se associato a Fiesta di Ernst Hemingway. Se il problema sono l'alcolismo, la droga, il gioco "oggi i libri-testimonianza non si contano nemmeno più - afferma l'autrice - ma sono tutti più o meno mediocri e perciò eviterò di citarli". Stéphanie Junot cita invece Ventiquattr'ore nella vita di una donna di Stefan Zweig: "Perché in poche pagine tratteggia con tocchi semplici, eppure brillanti, come si possa sprofondare nell'inferno della dipendenza senza volerlo, anzi cercando di darsi freno, ma senza mai aggrapparsi a nulla". Caso mai non funzionasse si può passare senza problemi a Del piacere e del vizio di fumare di Italo Svevo, a Sotto il vulcano di Malcom Lowry (soprattutto di sera), a Romanzo con cocaina di Mihail Ageev.

A parte le facili ironie, curarsi leggendo, come spiega la psicologa Rosa Minimmo curatrice del sito www.biblioterapia.it, unico sito italiano sul tema, "aiuta la persona sofferente a riflettere su di sé, a potenziare le capacità cognitive ed emotive, acquisendo conoscenze ed elaborando strategie di gestione del disagio".

Negli Usa dell'uso dei libri, soprattutto nella cura delle malattie come ansia e depressione, già parlava lo psichiatra William Menninger negli anni '30. In Gran Bretagna la biblioterapia la "passa"il servizio sanitario nazionale. E visto che siamo in stagione di affezioni respiratorie, come non cercare rimedio - suggerisce la scrittrice - ne La signora delle camelie di Alexandre Dumas figlio, nella Montagna incantata di Thomas Mann, nelle Ali della colomba di Henry James. Certo, lì si trattava di tubercolosi, però considerato che "esiste un'estetica della tosse cronica e dell'espettoramento sanguinolento", meglio essere informati prima e presentarsi allo sportello Asl come Margherita Gautier.
LaRepubblica.it



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