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Il caso Marrazzo

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Il caso Marrazzo

Messaggio Da URSULA il Mar 3 Nov - 10:42

I verbali dell'interrogatorio di Marrazzo, che nega di essere stato ricattato
E i militari arrestati raccontano una nuova verità: "C'era anche il pusher, e lui girò il video"
"Tremila euro per Natalì e la coca
poi entrarono i carabinieri"


di CARLO BONINI

ROMA - Piero Marrazzo torna di fronte ai pubblici ministeri, che lo avevano ascoltato il 21 ottobre, per una nuova deposizione che chi lo ascolta definisce a sera "ancora molto confusa". E che tuttavia - per quanto ne riferiscono fonti inquirenti della Procura - modifica in una parte cruciale il racconto dei fatti di via Gradoli 96. Dice: "L'elevato importo in contanti - 5 mila euro - che avevo con me la mattina del 3 luglio si giustifica perché nei miei incontri era previsto il consumo di cocaina. Cocaina di cui è capitato che anche io facessi uso".

"NESSUN RICATTO. SOLTANTO UNA RAPINA"
L'ex governatore rimane negli uffici giudiziari di Piazza Adriana per tre ore, ma il cuore della sua testimonianza non dura più di sessanta minuti. E ha il suo epitaffio in una dichiarazione che chiede di mettere a verbale. "Non sono stato vittima di nessun ricatto e ho sempre svolto il mio ruolo di Presidente della Regione Lazio nell'interesse esclusivo dei cittadini. Ho sempre considerato quanto mi era accaduto la mattina del 3 luglio soltanto una rapina".
Soltanto "una rapina". Di cui l'ex Governatore ora torna a precisare le circostanze e i protagonisti. A cominciare dalla figura di Natalì, il transessuale brasiliano. Il 21 ottobre, l'aveva descritto come un appuntamento poco più che occasionale ("Era una persona incontrata qualche tempo prima per strada, di cui avevo il numero di cellulare"). Che ora, al contrario, diventa "una frequentazione che risale nel tempo". Marrazzo spiega di aver frequentato via Gradoli "più volte". E di aver incontrato Natalì "anche nell'appartamento" in zona Cortina d'Ampezzo che il transessuale riteneva fosse "la casa" del Governatore. "La mattina del 3 luglio arrivai in via Gradoli con l'auto guidata dal mio autista, scendendo ad alcune centinaia di metri dal luogo dell'incontro con la scusa di fare una passeggiata". Il transessuale lo aspetta nell'appartamento, "dove - assicura Marrazzo - non notai la presenza di nessun altro". Tantomeno di Gianguarino Cafasso, il "pappone" di via Gradoli. Il pusher che riforniva trans e clienti della comunità. "Non so chi sia - spiega Marrazzo ai pm che insistono su questo punto - Non l'ho visto quel giorno, né ho mai avuto rapporti con lui".

I TREMILA EURO SUL TAVOLINO E LA COCAINA
Il Governatore entra dunque in casa e - come già aveva spiegato nel suo primo interrogatorio - dice: "Mi spoglio parzialmente e deposito parte della somma concordata per l'incontro su un tavolinetto in una delle due stanze di cui era composto l'appartamento: 5000 euro. Mi sembra di aver lasciato sul tavolinetto 3000 euro, conservando il resto nel portafoglio". I pm, però, questa volta muovono un'obiezione. "Come giustifica una somma così alta per una prestazione sessuale?". Marrazzo si aspetta la domanda. Ha avuto modo di riflettere sulla risposta da dare per 12 giorni. E non è una risposta semplice, né emotivamente, né processualmente. "Il compenso pattuito con Natalì era in effetti di mille euro. L'elevato importo in contanti che avevo con me la mattina del 3 luglio si giustifica perché negli incontri era previsto il consumo di cocaina. Cocaina di cui è capitato che anche io facessi uso".

Il passaggio è tanto delicato, quanto cruciale. Marrazzo, infatti, pur dovendo riconoscere quel che aveva preferito tacere nella sua prima deposizione (il consumo di cocaina durante i suoi incontri), decide di provare a tenere comunque insieme le sue parole del 21 e quelle di oggi. Ribadisce, infatti, che, entrato nell'appartamento, non ebbe modo di notare cocaina. "Mi accorsi che era sul tavolo solo dopo l'irruzione dei carabinieri". Anche se, questa volta, evita - per quel che riferiscono fonti inquirenti - di accusarli direttamente o indirettamente di averla introdotta nell'appartamento (Il 21 ottobre aveva detto: "Posso avanzare l'ipotesi che siano stati loro a metterla sul tavolino"). Sono parole evidentemente pesate con grande attenzione, che lo devono mettere al riparo da una possibile accusa di calunnia, e che mettono però fuori gioco la testimonianza di Natalì. Che, nei suoi due verbali di interrogatorio, si era detta certa che tra lei e l'ex Governatore cocaina non ne fosse mai girata: "Mai Piero ne ha portata con lui. Mai io gliene ho data".

"NON MI SONO MAI ACCORTO CHE QUALCUNO FILMASSE"
Nella nuova deposizione di Marrazzo, la dinamica dell'irruzione dei carabinieri e la rapina che ne sarebbe seguita, è il calco del verbale del 21 ottobre. Dal furto del denaro contante sul tavolino a quello nel portafogli, ai tre assegni in bianco per un importo di 20 mila euro. E, come quel giorno, l'ex Governatore torna a ripetere: "Non ho avuto nessuna percezione che qualcuno mi filmasse". Né quel 3 luglio, né nei mesi precedenti, quando compagni dei suoi appuntamenti erano i transessuali Brenda e Michelle. Ai pubblici ministeri che, su questa circostanza, gli chiedono se abbia avuto la consapevolezza di essere stato filmato o fotografato (come Brenda ha ribadito a verbale, sostenendo che Marrazzo era "consenziente"), Marrazzo risponde di conoscere entrambi, ma insiste: "No. Non ho mai saputo di essere stato né fotografato, né filmato".

LA NUOVA VERITA' DEI CARABINIERI
Marrazzo - spiegano fonti inquirenti - tornerà ad essere sentito. E' un fatto che la sua deposizione di ieri, pur conservando elementi di contrasto cruciali, cominci ad avvicinarsi e in qualche modo a modellarsi sulla nuova verità che il maresciallo Nicola Testini e i carabinieri Carlo Tagliente e Luciano Simeone hanno consegnato il 24 ottobre al gip Sante Spinaci che ne ha convalidato il fermo. Con tre verbali ora depositati agli atti del tribunale del Riesame.

"Intendiamo modificare quanto riferito con le nostre dichiarazioni spontanee del 20 ottobre scorso (giorno in cui vennero perquisiti i loro alloggi ndr.)", dicono i carabinieri. E la loro storia prende un'altra strada. "Il 3 luglio - spiegano Tagliente e Simeone - il nostro confidente Cafasso ci indicò l'appartamento di via Gradoli, segnalandoci telefonicamente un festino di trans e cocaina. Eravamo in macchina e raggiungemmo il condominio in pochi minuti". E qui, la scena che si apre ai due carabinieri e un po' diversa da quella che ricorda Marrazzo. Nell'appartamento, sarebbero in tre. "Riconoscemmo la presenza di Cafasso, che ci aveva preceduto, del transessuale Natalì e del Presidente Piero Marrazzo". "Sul tavolo - aggiungono i due militari - notammo due strisce di cocaina e, appoggiati in un piatto, una cannuccia, un portafoglio e un tesserino plastificato". Quello che accade dopo - raccontano ancora a verbale Tagliente e Simeone - è uno scambio di battute con il Governatore. "Dicemmo a Marrazzo: "Ma che sta facendo?". E lui: "Nulla di male". E noi: "Ma le sembra normale?". A quel punto, lui disse: "Vi prego, non mi rovinate" e offrì di aiutarci con l'Arma". Alla scena, a dire dei due carabinieri, assiste anche Natalì (lei, al contrario smentisce, sostenendo di essere stata "chiusa sul balcone"). Quindi, spiegano al gip: "In quel momento, non ci accorgemmo che Cafasso stava girando delle immagini. Noi, verificammo che la quantità di cocaina era modica e la gettammo nel water. Quindi, ci scambiammo dei numeri di telefono. Marrazzo prese il numero di uno dei nostri cellulari e ci diede quello della sua segreteria". Poi, "dopo circa 15 minuti, ci allontanammo dalla casa". Il maresciallo Testini (quel giorno e nei giorni successivi in ferie a Bari) conferma a verbale la versione di Tagliente e Simeone e aggiunge di aver saputo quanto è accaduto soltanto l'8 luglio, al suo rientro a Roma. Quando Cafasso informa Tagliente e Simeone, di aver girato un video quella mattina del 3 luglio e di aver voglia di farci sopra del grano. I tre ammettono con il gip di "aver sbagliato" a mettersi a quel punto nel gioco. Di aver "commesso una grave leggerezza". Ma, giurano, di "non aver mai ricattato o voluto ricattare nessuno". Di non aver rapinato nessuno. Di non aver accettato assegni in bianco. E offrono una prova. Il numero di cellulare consegnato a Marrazzo al momento dell'irruzione verrà disattivato quattro giorni dopo. Dice l'avvocato Marina Lo Faro, difensore dei tre carabinieri: "Si è mai visto un ricattatore che volontariamente si disfa dell'unico contatto telefonico su cui può essere rintracciato dal ricattato?".
da repubblica.it
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da DIANA il Mar 3 Nov - 12:49

Che stanno girando la frittata.
Uno scandalo all'italiana che finirà a tarallucci e vino, con sul vassoio, solo la testa di Marrazzo.
Dal video, una delle poche frasi certe del Governatore: Ragazzi, nn mi rovinate.
Marrazzo sapeva benissimo che quei carabinieri lo avevano in pugno e se fosse stata un'operazione pulita, perchè gli rubano i 5000 euro?
Perchè Marrazzo sente la necessità di esporre il suo tesserino e appoggiarlo accanto alla coca?
Da nn sottovalutare le testimonianze di altri trans..quei carabinieri erano conosciuti in quel giro.
Cafasso è morto e nn potremo mai sentire la sua versione .. ma che faceva in quell'appartamento? Portava la coca??
Nn ci credo. I trans raccontano che la coca la facevano trovare già nel luogo al cliente e nn penso che con un Marrazzo in casa, che lascia la macchina a centinaia di metri per nn farsi notare, Natalhie si fa portare la roba a casa...
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da MAY il Mar 3 Nov - 13:33

La realtà si fa reality e per vedere la realtà guardiamo i reality televisivi, pensa te. Siamo personaggi di uno spettacolo che diventa sempre più la parodia della parodia della parodia. A proposito di morte... alla fine ci ringrazieranno della partecipazione in attesa di tornare sul palcoscenico per una nuova produzione cui saremo di nuovo tutti invitati. A chi toccherà la parte di Marrazzo? :D
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Mar 3 Nov - 14:06

Bhè siamo in Italia eh....i casi Falcone e Borsellino forse si kiariranno fra poco ma ci sò voluti 17 anni prima ke a certa gente tornasse la memoria ...kissà magari la verità sul caso Marrazzo la sapremo fra 16 anni e mezzo ( aò co la tecnologia le cose vanno più veloci )
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da DIANA il Mar 3 Nov - 14:41

Mia opinione: sotto c'è un giro che farebbe saltare troppe teste..dall'arma dei carabinieri a tutti i politici coinvolti.
A chi conviene tirarlo fuori?
A chi conviene far sapere che sulla Trionfale, appartenenti all'Arma, picchiano e derubano i trans da anni, cosa che tutti sanno e di cui nn si sono mai preoccupati, tanto da farla diventare routine e quindi quasi lecita?
I trans nn possono parlare, sono tutti clandestini e quindi deboli, nn possono combattere per la verità.
Marrazzo cercherà di salvare il salvabile, per il suo futuro e quello della sua famiglia.
I carabinieri cercheranno di coprire l'arma come da sempre si usa.
I politici di destra e di sinistra ci stanno dentro fino al collo e nn parlerà nessuno.
Caso Marrazzo finisce così.
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Mar 3 Nov - 16:33



e come ha scritto Giuliano Ferrara in un momento di sincerità "per fare politica devi essere ricattabile perché nell 'ambiente devono sapere qual è il tuo prezzo e quanto è lungo il tuo guinzaglio. Se sei non ricattabile, non sei controllabile e quindi non ti ci vogliono".
Per questo, in un tale sistema di ricatti, le persone oneste non vanno avanti.

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da URSULA il Dom 8 Nov - 5:44

Luxuria: «Marrazzo non è l'unico»

di Natalia Lombardo
«L’Italia oggi sembra un film di Almodovar. Posso assicurare che Marrazzo non è l’unico: ci sono tanti politici che vanno con le trans. E non è un vizio di sinistra». A casa sua con la gatta Tracy in braccio, Vladimir Luxuria, transessuale ed ex deputata di Rifondazione, adesso si alterna tra una trasmissione a Radio 101, dibattiti e letture del suo libro «Le favole non dette».

Cosa ha visto in Parlamento?
«Menomale che non ci sono le intercettazioni alla Camera! Le telefonate dei deputati che ricevevo, gli sms “oggi non mi hai salutato, neppure guardato...”. Si contano sulle dita di una mano, ma non mi aspettavo tanta spavalderia».

Nella parte di emiciclo dove sedeva?
«Assolutamente bipartisan. Ma io so di tutti i parlamentari, i sindaci, i politici, i consiglieri comunali che frequentano le trans abitualmente, a pagamento o no».

Ne ha certezza personale?
«Mi è stato detto da trans diverse che hanno nominato le stesse persone, quindi ho avuto i miei riscontri. E raccontano anche di gusti particolari: chi vuol solo vestirsi da donna o chi si mette il grembiule per fare le pulizie di casa. Insomma, Marrazzo non è l’unico, e questo “vizio” non è a sinistra. Io non ho mai usato quello che sapevo come arma di ricatto, neppure quando ero arrabbiata per la bocciatura dei Dico».

Chi sono e quanti sono?
«Non faccio nomi. E più che la quantità conta l’insospettabilità. Pecoraro Scanio? Mi viene da ridere, lui è bisex e lo ha detto. La maggior parte di questi politici sono sposati».

Le è capitato?
«Riguardo all’infedeltà sono bigotta. Uno mi ha fatto vedere la foto del figlio e non ci sono più andata».

È vero che ha avuto una relazione con un politico importante?
«Non dirò mai chi è. È nato come un diversivo, poi quando ha visto che stava toccando i sentimenti si è spaventato ed è evaporato. E poi un uomo non si fa vedere con una trans in pubblico perché si vergogna».

Circola cocaina in Parlamento?
«Io che sono entrata come la più trasgressiva a Montecitorio, sono la più sobria. Se si mettesse l’etilometro vorrei vedere, sui banchi arrivavano certe zaffate di alcol... Alla buvette c’è chi si fa mezza bottiglia di grappa alle sette di mattina».

Le Iene fecero il servizio sul tampone antidroga, poi smisero.
«Hanno avuto un bel po’ di problemi, le Iene. La cocaina è diffusissima tra manager, professori, medici. E quando uno è assuefatto non ti accorgi di niente, mica barcolla. Certo sono patetici, e per fare sesso non aiuta, anzi è deleterio».

A lei hanno dato il filo da torcere a Montecitorio, Elisabetta Gardini le contestò l’uso del bagno femminile.
«Io al bagno sono andata solo per fare i miei bisogni, non per “pippare” cocaina, sia chiaro».

È vero che avrebbe passato una notte con Ignazio La Russa?
«Ma no: chiesero a La Russa se sarebbe andato a cena con Rosy Bindi, Gabriella Carlucci o me; lui rispose in modo intelligente: “con Vladimir così potete stare sicuri che non ci sarà il dopo cena”. E io ho ribattuto: “Con Ignazio non ci sarebbe neppure per me il dopocena, ognuno ha i suoi gusti”».

Cosa pensa del caso Marrazzo?
«Non mi piace questa sessuofobia di ritorno. Tanti di quelli che accusano di aver violato la privacy per attaccare Berlusconi sono gli stessi che hanno chiesto le dimissioni di Prodi per la foto del suo portavoce in macchina vicino a una trans, fatta dallo stesso Max Scarfone. Se Gasparri fosse stato fotografato da lui fra i trans all’Acqua Acetosa sarebbe stato messo in croce».

Gasparri dice che si era perso.
«Prima o poi troverà la retta via... Ce l’ho con quelle persone che, quando Marrazzo si è autosospeso, hanno chiesto urlando le dimissioni prima che si chiarissero le dinamiche di una storia che riserverà tante sorprese. E a sinistra c’è stato un po’ di scaricabarile. Per me gli unici travestiti sono questi carabinieri: offendono la memoria di Salvo D’Acquisto, o degli uomini uccisi dalle cosche mafiose».

Un complotto per incastrare Marrazzo?
«Per me è una trappola in grande stile, ci sono delle talpe fra le trans.Sono più ricattabili, si prostituiscono perché non hanno il permesso di soggiorno o per coprire traffici di stupefacenti. Forse Marrazzo non si è accorto del video. È uno dei più puliti, a parte l’infedeltà con la moglie. Peccato che tutto quello di buono che ha fatto alla Regione sia polverizzato».
da unita.it
______________________
Che dire... mi viene in mente un detto che si usa da me ( ma forse non solo da me) "il più pulito... c'ha la rogna!"
Luxuria ha una grande testa. E' di una intelligenza veloce, come piace a me.
E la vedo abbastanza sincera.
Non so se è per l'ammirazione che nutro per lei ma non ho difficoltà a crederle.
Mi piace che ha ricordato questo: "Per me gli unici travestiti sono questi carabinieri: offendono la memoria di Salvo D’Acquisto, o degli uomini uccisi dalle cosche mafiose".
E anche questo: "Peccato che tutto quello di buono che ha fatto alla Regione sia polverizzato".
In effetti basta un "inciampone" che tutto l'apporto dato da una persona se ne va in cenere e non si ricorda più.
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Dom 8 Nov - 12:19

Troppe cose non tornano sul caso Marrazzo....c'è un marciume dietro ke forse non possiamo nemmeno immaginà. Tutti sapevano e nessuno ha parlato, nessuno ha denunciato e ora ke lo scandalo è scoppiato ( secondo me l'hanno fatto scoppià pe coprì altre magagne politike e x spostà l'attenzione dei media e dei giornali ) tutti mentono.....bah
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da URSULA il Dom 8 Nov - 14:36

FIOKKETTA ha scritto:... x spostà l'attenzione dei media e dei giornali ) tutti mentono.....bah
praticamente come fa da una vita Berlusconi
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da Sanny il Dom 8 Nov - 16:06

Secondo me non è giusto fare tutti questi scoop scandalistici solo per vendere giornali o per mettere in cattiva luce un politico o di sinistra, di centro che di destra! A me interessa che il politico faccia un buon lavoro, non dei suoi gusti sessuali!! C'è una privacy ed è giusto che questa venga protetta...Sono stati dati in pasto ai leoni, distruggendo le loro famiglie...nessuno ha pensato ai loro figli, alle mogli, ai parenti tutti che adesso camminano a testa bassa per la vergogna???
Capisco il polverone dei casi, che poi con il tempo tutto andrà a tacere, mentre le famiglie ne pagheranno le conseguenze...
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Dom 8 Nov - 20:58

Bhè ai figli e alla moglie doveva pensarci lui mica i giornali.....fosse stato onesto avrebbe mollato tutti e se dava solo ai trans e comq è stato " condannato" x aver ceduto al ricatto non x la sua vita privata.
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Dom 8 Nov - 21:24

Da via Gradoli alla caduta del Governatore

8 novembre 2009
di Marco Travaglio
Questo inserto speciale raccoglie tutto quel che c’è da sapere sul “caso Marrazzo”, o almeno tutto ciò che emerge dai verbali finora depositati dei protagonisti interrogati dai magistrati. Naturalmente quel che emerge con maggiore chiarezza e completezza è soltanto il lato A della storia: le frequentazioni (con i trans) e i vizi privati (la cocaina) inconfessabili dell’ex governatore del Lazio, le gesta di una banda di carabinieri infedeli, il sottobosco di piccoli e grandi delinquenti che si muovevano sullo sfondo, lo sciame di giornalisti, direttori ed editori che si avventarono a capofitto su quel dvd per gestire il ricatto in subappalto.

Manca ancora, o meglio compare soltanto in nuce, il lato B della vicenda: l’inquinato versante politico-istituzionale che da 15 anni fa di Berlusconi il padrone d’Italia e del centrosinistra un’opposizione ricattabile e ricattata, dunque dimezzata o inesistente. Non sappiamo se i carabinieri infedeli agirono su commissione di qualche utilizzatore finale, o se assunsero autonomamente l’iniziativa. Quel che sappiamo è che andarono a colpo sicuro, nella certezza di trovare acquirenti interessati a rilevare il ricatto in outsourcing. E’ vero che nessun giornale avrebbe potuto pubblicare quel materiale, ma è anche vero che il suo valore commerciale dipendeva proprio dalla sua non pubblicabilità. Sappi che abbiamo il video, che ti facciano il favore di non pubblicarlo, dunque stai attento a quel che fai. Chi aveva in mano il dvd aveva in pugno Marrazzo. Un copione già visto e collaudato in casi recentissimi. Prima si informa Vittorio Feltri, ancora direttore di Libero, house organ berlusconiano ma edito da Angelucci, che ha già dato ottima prova sputtanando Veronica Lario con le foto a seno nudo e col falso scoop della liaison con il bodyguard.

Ma intanto si tenta di vendere il video al settimanale Oggi, gruppo Rcs, di cui è socia anche la Mondadori di Marina Berlusconi, ma che la varietà degli azionisti rende il destinatario ideale per non destare troppi sospetti. Oggi però rifiuta l’acquisto. A quel punto entra in scena Alfonso Signorini, direttore di Chi e di Sorrisi e Canzoni Tv, ma soprattutto regista mediatico delle operazioni più delicate e riservate di casa Berlusconi. E’ lui a indirizzare l’agenzia Photomasi al duo Belpietro e Angelucci (Libero) e poi a Panorama, mentre Marina e papà Silvio vengono costantemente informati. Ciò che il premier non viene ad apprendere dalle forze dell’ordine e dai servizi segreti, gli arriva dagli infiniti tentacoli dell’industria del gossip, di cui Signorini è l’asso pigliatutto.

E così, mentre opinionisti e politici si trastullano sull’“uso politico della giustizia”, si consuma dietro le quinte un vero e proprio uso politico del gossip per mettere sotto tutela Marrazzo e, con lui, un centro di potere e di spesa pubblica come la Regione Lazio. Per questo il premier attende due settimane prima di telefonare a Marrazzo: lo fa soltanto il 19 ottobre, quando ha la certezza che sta per scattare il blitz. E lo fa per aiutarlo a far sparire il video. Non certo per denunciare i reati sottostanti, ma evidenti a chiunque l’abbia visionato (abuso d’ufficio, violenza privata, estorsione). Anche perché una denuncia porterebbe qualcuno a domandargli come l’abbia avuto e a domandarsi se ricevere un corpo di reato per trarne utilità non configuri una ricettazione, oltrechè un’omessa denuncia da parte del pubblico ufficiale. Di tutto questo versante non c’è traccia – per ora, si spera solo per ora – nelle iniziative della Procura di Roma. Ma qualcuno dovrà occuparsene, prima o poi. Altrimenti la macchina del fango che tiene sotto ricatto la politica italiana da 15 anni continuerà a mietere le sue vittime. Compreso quel poco che resta della nostra democrazia.

da Il Fatto Quotidiano n°41 dell'8 novembre 2009


Scarica il Dossier Caso Marrazzo (pdf 3,26mb )
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Ven 20 Nov - 14:14

Morte di Brenda, la Procura
indaga per omicidio volontarioIl legale di Marrazzo: «Questa
vicenda è davvero inquietante.
Ora serve la scorta per Natalie».
Un'amica: «L'hanno ammazzata»
ROMA
Omicidio volontario. È questa l’ipotesi di reato per cui la Procura di Roma indagherà per la morte del trans brasiliano Brenda, avvenuta oggi all’interno del residence Due Ponti. Secondo quanto si è appreso il cadavere del viado è stato trovato nel locale soppalcato dell’appartamento al piano seminterrato dell’edificio.

«È un fatto inquietante, un fatto veramente inquietante. Non posso pensare che la settimana scorsa questa persona è stata aggredita e rapinata e da poche ore è morta bruciata».
Così ha detto l’avvocato Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo, rispetto al decesso avvenuto stamane del trans Brenda. «Vanno approfondite le cause, capire cosa c’è dietro. Anche se non ho nessun elemento per aggiungere qualcosa in più, se non quello che apprendo dai media, dico che forse le indagini stanno scoperchiando un sistema simile a quello della Uno bianca, dove si mettevano tra l’altro a tacere i testimoni. In questo senso ritengo giusto mettere sotto protezione Natalì», l’altro transessuale testimone del blitz di cui è stato vittima Marrazzo.

«L’hanno ammazzata, non so chi. Stava male psicologicamente, voleva tornare in Brasile: ora devono trovare chi ha fatto tutto questo». E' visibilmente scossa, Barbara, un transessuale brasiliano amico di Brenda. «Ieri con Brenda ci siamo incontrati in un parcheggio, - prosegue- abbiamo bevuto un bicchiere di Ballantynès, poi lo abbiamo lasciato in casa a vedere la televisione», dice Barbara. Il trans brasiliano ha affermato inoltre che «nè Polizia nè Carabinieri hanno fatto nulla» spiegando che «tutti i trans che abitano in questa zona sono a rischio di morte, abbiamo molta paura dei romeni».

L’ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo, nel corso della sua testimonianza il 2 novembre scorso, spiegò agli inquirenti della Procura di Roma di aver avuto pochi incontri con Brenda, forse due. In un passaggio dell’audizione Marrazzo ha spiegato di non essere a conoscenza «di video o foto scattate da Brenda in occasione di questi incontri, ma il mio stato confusionale negli stessi, dovuto all’assunzione occasionale della cocaina, non mi mette nelle condizioni di saperlo». E comunque l’ex governatore chiarì: «Nè Brenda nè Natalie mi hanno mai chiesto del denaro o ricattato in relazione a foto o video che mi ritraevano».La Stampa
________________________________________________________
Gli hanno tappato la bocca a sta povera trans, kissà quante cose sapeva. Qui c'è di mezzo la politica, le forze dell'ordine e proprio x questo metteranno tutto a tacere facendolo passare come un omicidio tra trans.
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da URSULA il Ven 20 Nov - 17:38

oppure come un omicidio commesso da rumeni. Quando si deve coprire qualcosa sono un buon capro espiatorio.
mah
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Sab 21 Nov - 15:22

“Troppi potenti coinvolti, le fiamme sono un avvertimento”

21 novembre 2009

Luxuria: è stata massacrata dai media e lasciata in mano ai killer. I big tirano un sospiro di sollievo

“Sono stata, purtroppo, profeta di sventura, una... Cassandra...”: e mentre lo dice, per la prima volta l’eloquio tambureggiante e affilato di Vladimir Luxuria si interrompe, annega nell’amarezza. Tono disincantato, a tratti sarcastico, infine la rabbia. Lei l’aveva detto, prima del rogo: “Attenti, Brenda va protetta”.

Vladimir, perché paventava il peggio?

Ma qualcuno di voi ha davvero pensato che Marrazzo fosse il solo? Quel computer immerso nell’acqua è qualcosa di più di un indizio, è un movente.

Volevano tapparle la bocca?

Oh, certo. Il messaggio alle altre trans non ha bisogno di interpreti: state tutte zitte o fate una fine schifosa”.

Quindi lei sospetta di un altro cliente?

C’erano molti clienti eccellenti nella sua agenda, e in quelle delle altre ragazze di via due Ponti. Davvero pensate che Marrazzo fosse il solo?

Lo immagina o lo sa?

(Una lunga pausa) Lo so. Ma non ho prove.

Che tipo di persona bisogna cercare?

Un potente. Uno che ha moltissimo da perdere. Può essere uno degli altri politici o un cliente mafioso.

Lei è rabbiosa, adesso.

“Sì. Ditemi in quale altro paese del mondo un testimone chiave viene trasformato in carne da macello.

È stata penalizzata perché trans?

(Ride amaro) Mi pare evidente. È stata massacrata e data in pasto ai killer: perché era trans... perché era straniera... e perché era una prostituta.

Per sottovalutazione o per velata omofobia?

Pensate all’immagine che si è data di questa comunità: ricattatrici, spacciatrici di droga, sfasciafamiglie. Io so che un potente ha tirato un sospiro di sollievo, voglio sperare che ora si pensi a proteggere anche Natalie.

L’aggressione di pochi giorni fa è collegata?

È evidente. È stato sottovalutato il furto del telefonino. Tutti sottolineavano la notizia della rissa: è stata linciata, questa è la verità. Ci sono due pesi e due misure.

Fra chi?

“In un locale ho incontrato delle trans che mi hanno detto: “Fate vedere le foto dei carabinieri”. E mi chiedo: perché non si fanno vedere? Chissà quante persone, riconoscendoli, potrebbero contribuire alle indagini.

Pensa che si voglia tutelarli più del dovuto?

Di Brenda, che non era indagata, conoscevamo il viso, sapevamo il nome, l’indirizzo, persino la misura del seno. Di loro, sospetti di ricatto, nulla. Un garante della privacy... a facce alterne.

Dietro questa violenza si nasconde altro?

C’è un sovrappiù di efferatezza che è indice di qualcosa di più complesso.

Ovvero?

Di un rapporto schizofrenico con le trans. C’è una certa antropologia fatta di uomini di potere che li usano e li odiano allo stesso tempo.

Perché secondo lei?

Più stanno bene nel rapporto sessuale, più sviluppano rancore tornando alla vita di facciata, all’aplomb di irreprensibilità apparente. Il timore di vedere la carriera infranta, essere scoperti, produce rabbia e odio.

Cosa consiglia alle trans?

Capisco che dipende da una voglia di riscatto, ma smettano di vantarsi delle loro conquiste.

Cosa bisogna fare per Brenda?

Un piccolo gesto di carità che troppo spesso viene negato. Concederle il funerale in Chiesa se lo a chiesto.
IL FATTO QUOTIDIANO
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C'è poco da aggiungere....kiunque abbia un pò d'intelligenza arriverà a capire xkè è stata ammazzata Brenda
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FIOKKETTA

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da DIANA il Dom 22 Nov - 18:43

Politica, spaccio droga e arma dei carabinieri ... peggio nn poteva capitare.
Luxuria ci porta verso la strada del potente ...ma io nn escluderei anche le altre piste
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DIANA
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Cavallo

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da wendi il Lun 23 Nov - 13:20

ciao a tutti , ultimamente non sono + entrata e mi spiace perchè hò notato che siete molto profondi nelle vostre analisi
Come sapete sono una nonna , ma conosco la vita . Hò lavorato anche con gaj ma non mi hà mai dato probblemi . forse perchè erano persone educate e che non ostentavano . I trans sono altre persone , tra di loro oltre il vero trans ci sono persone che ci marciano e altre che poverine fanno la fame e sono sfruttate al massimo e fanno una vita grama . poverini , ma li vedete in tv ? che facce? trascurati , sporchi . poverini mi fanno pena .Vergogna a chi li sfrutta !

wendi

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Lun 23 Nov - 13:54

Lo sfruttamento è una vergogna in generale.

( Bello rileggerti nonna wendi )
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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Lun 23 Nov - 14:03

CASO MARRAZZO


«Brenda, chi sa parli senza paura»


L'appello delle associazioni di trans e della Battaglia


ROMA - «Lanciamo un appello alle trans: quelle che sanno la verità devono collaborare con la magistratura e la con giustizia, devono stare tranquille e non temere. Parlare così, senza conoscere è più pericoloso e crea confusione». Così il presidente dell'associazione sull'identità di genere Libellula Leila Daianis a conclusione dell'incontro in questura fra le associzioni gay e trans e il capo della squadra mobile capitolina Vittorio Rizzi.. «La legge per l'immigrazione prevede che quando si denuncia lo sfruttamento si può ottenere il permesso di soggiorno. Poi esistono anche percorsi sociali per uscire da questo vicolo cieco. Dico alla comunità delle trans brasiliane di non avere paura, - ha aggiunto - bisogna essere sincere, non contraddicendosi l'una con l'altra e non parlando per avere un momento o una giornata di celebrità. Sono state dette troppe bugie, questa è una questione seria, una persona è morta e noi non sappiamo quale è la causa».
DI GAY PROJECT - Presente anche il presidente di Dì Gay Project Imma Battaglia. «È un giro ristretto, altre trans sanno sul caso Marrazzo ma stanno zitte perchè hanno paura di fare la stessa fine di Brenda. Noi le invitiamo a parlare senza timore perchè la verità eviterà altre vittime e perchè, come ci è stato assicurato durante l'incontro, chi testimonia e denuncia il giro di sfruttamento nel quale è implicata sarà inserita in un programma di protezione sotto responsabilità della magistratura con assoluta riservatezza, e in un programma di inserimento sociale, e otterrà un permesso di soggiorno per ragioni di giustizia», ha detto la Battaglia richiamando l'attenzioene su una delle conseguenze del clamore di questi giorni. «La situazione delle trans -ha spiegato Battaglia- è peggiorata anche fuori dal giro dello sfruttamento, dopo il caso Marrazzo. Sono stati vanificati anni di lotte».
Corriere della Sera
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Dalle parole però bisognerebbe passare davvero ai fatti, Brenda ha parlato ma l'hanno comq lasciata sola. Ci sono troppo potenti in mezzo a questa storia e difficilmente le trans otterranno protezione.
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FIOKKETTA

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da Cencio il Lun 23 Nov - 14:34

credo che il trans brenda sia appartenuto ad un circolo chiuso il caso marrazzo puo' far apparire altri casi quindi togliere di mezzo la pedina mangiata e' stato un gioco forza che fa' intuire che di politici col vizietto c'e' ne' sono molti ed anche di alto grado ,non credo caveranno ragni dal buco la folla dimentica e poi della vita di un trans nun je ne frega nulla a nessuno e forse neanche dei vizi ,da quello che mi dicono gente che conosco di destra ....be' se berlusconi va' ad exscort saranno **** sua .....stanno bene loro ?allora stanno bene tutti
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Cencio

Scimmia

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da DIANA il Gio 26 Nov - 22:52

Il problema nn è nel vizio, ma nell'ipotesi che questi politici siano sotto ricatto.
Un video così, finito in mano a speculatori o imprenditori senza scrupoli, può indurre un politico a scelte sotto ricatto.
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DIANA
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Cavallo

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da See il Ven 27 Nov - 0:38

Se il politico è serio la fa lui la prima scelta ... se dimette
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See

Gatto

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FantasmaFormaggino il Mar 1 Dic - 0:29

Stasera ho visto al telegiornale la mamma di Brenda, la povera donna tentava di raggiungere la casa della figlia per poter raccogliersi in preghiera, era letteralmente braccata da giornalisti e cameramen, delle scene disgustose. Ma è civiltà questa? Io odio questo modo di spettacolizzare ogni cosa, anche il dolore. Avrà il diritto una madre di poter in solitudine, piangere, pregare od imprecare se preferisce nel luogo dove la figlia è stata uccisa? Dovrebbero tutti fare un passo indietro e rispettare il dolore.
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FantasmaFormaggino

Serpente

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da URSULA il Mar 1 Dic - 3:32

Non se ne può più di vedere trascinati i trans di trasmissione in trasmissione e soprattutto quelli pedinati dai giornalisti per portare un servizio in redazione.
Qualcuno di loro magari non vede l'ora di apparire ma molti altri penso vorrebbero starsene nell'ombra.
Rispetto del dolore? basta solo ricordarsi le domande decisamente idiote che rivolgevano alcuni giornalisti ai terremotati d'Abruzzo che dormivano in auto per la paura! "Come mai dorme in auto?"
Bah
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URSULA
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Dragone

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Re: Il caso Marrazzo

Messaggio Da FIOKKETTA il Mar 1 Dic - 10:33

Per molti trans questo periodo è come na manna caduta dal cielo, peccato però ke ne escano in modo poco piacevole. Stessa cosa x i giornalisti, da come trattano certi casi si capisce ki è lì x merito o x raccomandazione...
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FIOKKETTA

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Re: Il caso Marrazzo

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